Perché rivolgersi a un counselor?

Tutti noi passiamo momenti difficili e faticosi che a volte sembrano non finire mai e non avere una via d’uscita. Questa è un’esperienza comune.

In quei momenti difficili potremmo desiderare fortemente di avere accanto una persona speciale che ci accolga, mettendosi nei nostri panni, che veda le cose con i nostri occhi, che ci accompagni, ci prenda per mano, ci ascolti e ci comprenda profondamente senza giudicarci, che non proponga soluzioni ma piuttosto ci aiuti a chiarire i nostri pensieri e le nostre emozioni e ci sostenga per farci prendere da soli le nostre decisioni, aiutandoci così a stimarci di più e a volerci più bene. Sto parlando di un sogno? Ebbene no. Questa è la relazione di aiuto che si chiama Counseling!

Scoprirlo per me è stata una grande gioia. Questo era quello che veramente cercavo. Senza nulla togliere all’importanza dell’esperienza avuta con la psicoterapia, venivo scoprendo che il Counseling era uno strumento di aiuto eccellente che mi corrispondeva molto, diverso dalla psicoterapia ma molto efficace.

LE CARATTERISTICHE PECULIARI DEL COUNSELING

Quello che ho descritto prima è ciò che si definisce ascolto empatico ed è l’elemento fondante e direi rivoluzionario del Counseling. L’empatia è un’esperienza profonda che può essere sviluppata e il counselor, nella sua formazione, impara a  fare proprio questo. 

Ma chiariamo bene cos’è questa empatia, visto che ultimamente la si nomina molto ma spesso la si confonde  con altre cose che non lo sono, come ad esempio la simpatia. La simpatia è “patire con”, è farci coinvolgere dalle emozioni dell’altra persona. Magari ci mettiamo a piangere o ci  facciamo investire dalla rabbia dell’altro, ci identifichiamo cioè con le sue stesse emozioni. In questo caso amplifichiamo le emozioni dell’altro, il che va benissimo perché ci fa  sentire uniti. Ma in questo modo non ci mettiamo nelle condizioni di aiutare e sostenere la persona amica, anzi a volte ne usciamo svuotati. E questa non è certo la posizione del counselor!

 Si tratta di empatia invece quando comprendiamo e accogliamo l’altro cioè facciamo spazio dentro di noi al  punto di vista ma soprattutto al sentire dell’altro in modo che possa sentirsi capito, accolto e non più solo. L’empatia manifesta non identificazione ma vicinanza. Non siamo empatici  quando diciamo:” ah si è successo anche a me” e ci mettiamo al centro della scena raccontando il nostro vissuto, lasciando l’altro da solo. Quando ci mettiamo nell’ascolto empatico mettiamo  al centro la persona che sta comunicando il suo sentire e  lo accogliamo con lo stesso interesse come se fosse il nostro. Questo non significa per forza che dobbiamo approvare o giustificare o condividere ciò che esprime l’altro, ma significa che comprendiamo le sue emozioni; queste sono gli elementi che ci uniscono tutti in quanto esseri umani, perché le conosciamo tutti anche se le proviamo magari per cose  diverse. Solo così possiamo sentire di cosa ha veramente bisogno l’altra persona e non la comprendiamo in base a quello che noi, dal nostro punto di vista, immaginiamo sia il suo bisogno e il suo sentire.

Compresa in questo modo, l’empatia è la qualità peculiare del Counseling e del counselor.

Questa è una pietra miliare  che il counselor deve sviluppare per svolgere questa professione. Ma è anche un addestramento a una modalità di relazione che il counselor offre al cliente affinché lo possa  riportare fuori nella vita, nel suo quotidiano, nella relazione con se stesso e con gli altri, per farne un modo di essere nuovo, per costruire un modo più sano e migliore di stare al mondo. Non a caso  ” Un modo di essere”   è il titolo di un testo di Carl Rogers, lo psicoterapeuta iniziatore del Counseling.

 PICCOLA  STORIA DEL COUNSELING

E’ arrivato il momento di fare una breve storia del Counseling

Il Counseling nasce intorno agli anni ‘50 del ‘900. La psicologia in quegli anni, dopo la psicanalisi di Freud orientata più alla patologia, stava spostando il suo interesse sempre più verso l’uomo sano, che ha già in sé la capacità di progettare il suo futuro, di sviluppare i talenti inespressi e di essere libero e creativo.

Il Counseling nasce in questo contesto dalla visione rivoluzionaria di Carl Rogers che formula la “terapia centrata sul cliente”. Per lui al centro non c’è il problema ma la persona che sta in uno stato di bisogno e cerca aiuto. Il Counseling è infatti una relazione di aiuto, rivolta all’individuo sano che si trova in un momento di difficoltà. 

La visione di Rogers parte dal presupposto che ciascuno di noi possiede già in sé le risorse necessarie per superare le situazioni problematiche e quella  speciale relazione di ascolto che si stabilisce col counselor  si propone appunto di creare le condizioni adatte per farle emergere. Il counselor crea  uno spazio e un tempo di ascolto attento, sottile, accogliente, empatico e senza giudizio alcuno. Questo ambiente permette, a chi chiede aiuto, di acquistare fiducia e di sentirsi incoraggiato ad aprirsi e ad esprimere le difficoltà senza barriere.

 A volte ce la facciamo da soli a volte abbiamo bisogno di essere aiutati. Così come si fa con le piante, la Natura ce lo mostra continuamente. Non giudichiamo i bisogni delle piante, prendiamo atto secondo la loro natura del loro bisogno di  essere esposti al giusto sole, di avere la giusta quantità di acqua e il concime adatto che è diverso per ciascuna pianta. Il counselor, come un giardiniere, è sensibile ai bisogni del cliente e crea le condizioni adatte per far crescere la pianta che siamo noi!

LA FORMAZIONE DEL COUNSELOR

La formazione del counselor implica, tra le altre, due cose importanti. Prima di tutto che abbia imparato ad essere empatico  con  sé stesso, cioè che sia capace di stare con sé stesso, col proprio mondo interno, con accoglienza, accettazione e non giudizio e questo è un apprendimento continuo. In secondo luogo, che sviluppi la fondamentale qualità del “come se” dell’empatia. Il counselor compartecipa, ma non si identifica col cliente, cosa che farebbe perdere tutti e due nella confusione. Mantiene il contatto con sé mentre è in contatto con il cliente. Lo sostiene, lo aiuta, lo ascolta mentre ascolta sé stesso, è con lui ed è  contemporaneamente con sé. 

Rogers diceva che il maggior esperto del problema è proprio il cliente. Il counselor gli si pone accanto, lo accompagna, non lo precede, né lo guida. 

Spesso mi viene in mente di paragonarlo al rapporto tra Virgilio e Dante. Il counselor è un po’ un Virgilio che accompagna e sostiene il cliente ma non va avanti a guidare il cammino. È Dante che procede, accompagnato da Virgilio e questo fa per Dante veramente una grande differenza.

Il counselor si forma in scuole riconosciute dal Ministero dell’Università e della Ricerca . Il corso dopo  3 anni conferisce il titolo di counselor di base, dopo il 4° quello di counselor professionale. Contemporaneamente viene richiesto un certo numero di ore  di  psicoterapia e di Counseling su di sé. Alla fine del 4° anno viene richiesto obbligatoriamente lo svolgimento  un anno di tirocinio in una struttura pubblica .

A quel punto si conferisce il diploma. Ma non è finito qui. Si richiede lo svolgimento di  ore di  supervisione con un collega più anziano supervisore e la frequenza di  una formazione e aggiornamento permanenti che devono essere sottoposti  annualmente al vaglio dell’associazione di categoria di appartenenza. Quindi è una figura ben formata e ben monitorata nella sua formazione.

COME SI SVOLGE IL COUNSELING

Un percorso di Counseling è di breve durata, da qualche incontro a qualche mese. Consta di colloqui di un’ora, in genere a cadenza settimanale. Dire in particolare come si svolge una seduta è quasi impossibile perché si tratta di  un lavoro sempre diverso e creativo ritagliato su ogni persona, ma una cosa si può dire: si parte sempre dall’analisi della domanda che è l’obiettivo che il cliente si propone di raggiungere riguardo una data situazione problematica del presente. Nel corso  del processo di Counseling l’analisi della domanda viene messa sempre più a fuoco fino, a volte, ad arrivare a chiarire che il vero obiettivo è un altro. In questo caso, l’analisi della domanda giunge a rappresentare l’intero processo di risoluzione del Counseling.

– Novembre 2021